Symfony2 e la rivoluzione

ottobre 6, 2012
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Nella mailing list dei soci del GRUSP si è fatto riferimento ad un post di Mario Donà su cosa sia Symfony dal punto di vista di un programmatore “ibrido”,  ibrido come peraltro una enorme parte di noi chi più chi meno (me compreso)

In particolare mi sento di commentare su un punto che di fatto è molto trasversale e riguarda un po’ tutto lo sviluppo web in generale:

Se la rivoluzione di Symfony 2 è quella di tornare a sfruttare al meglio il protocollo http che poi è il web, fino ad oggi cosa abbiamo avuto in mano?

Il protocollo HTTP non è il web, ne è una parte molto importante
Il protocollo HTTP è stato scritto tanti anni fa e davvero bene, da gente che cervello ne ha. Finora non è che fosse stato usato poi molto bene per quello che permette, basti pensare ai codici di risposta.
Fino ad oggi (o meglio, fino all’altro) ieri abbiamo avuto in mano delle implementazioni abbastanza carenti del protocollo perfino a livello di browser

Trovare delle API REST era già mediamente raro, trovarne che implementassero correttamente tutti i 40x, i 50x e via così rasentava l’impossibile

Un’altra enorme novità che Symfony2 ha introdotto secondo me è l’obbligare il programmatore ad usare paradigmi di buona programmazione (e bella, se piace quello stile). Cose come la dependency injection, l’uso massiccio delle interfacce, l’uso dei namespaces, di un ORM in maniera praticamente obbligata, delle annotazioni, sono cose che sicuramente avvicinano php ad altri più blasonati linguaggi e ad altri framework (ossia spring/hibernate su Java). Se da una parte questo magari succede a causa del vecchio senso di inferiorità dei programmatori php rispetto al mondo Java, è anche vero che implementare questi approcci ci aiuta a far fare al linguaggio  e al suo ecosistema quel passo evolutivo in avanti di cui secondo me c’è molto bisogno.

Per inciso dico a Mario, ma un po’ a tutti che il tempo speso ad imparare come usare Symfony2 non è tempo buttato: ce lo si ritrova quando si mettono le mani su altri linguaggi. Lo dico per esperienza personale, anche se a me è successo il contrario dato che partendo da un php crudo sono dovuto passare a maneggiare spring/hibernate, una buona dose di Java “crudo” e adesso lavoro molto su Android. Di conseguenza non è necessario che questa rivoluzione lasci sul campo degli sviluppatori “ibridi”. È però certo che a questi sia chiesto di evolversi assieme al linguaggio e questo certamente richiede uno sforzo non banale, ma alla portata di chi abbia sufficiente buona volontà.

Potremmo dire che il passaggio di Symfony dalla 1 alla 2 segna il passaggio di php all’età adulta, e questa è una rivoluzione nel senso più etimologico del termine.

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